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PERCHÉ SI DORME MALE QUANDO SI CAMBIA LETTO

  • 5 mag 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

Succede a tutti la prima notte fuori casa. E’ dovuto al fatto che uno dei due emisferi del cervello resta sveglio per essere in allerta come avviene per delfini, balene e uccelli

Sarà capitato un pò a tutti. Dormire la prima notte in una stanza e in un letto nuovo e fare una gran fatica a prendere sonno finendo per alzarsi il mattino dopo decisamente ACCIACCATI e STANCHI.

Può capitare a casa di parenti o amici che vi hanno dato ospitalità, oppure in albergo mentre vi trovate in vacanza o per una trasferta di lavoro. Ebbene, il fenomeno ha una base scientifica. La causa sta tutta nel cervello. Uno dei suoi due emisferi infatti rimane «sveglio» e in allerta per possibili pericoli, mentre l’altro dorme, proprio come avviene in diversi animali, come i delfini e le Balene che debbono mettere in atto questo processo per poter dormire in acqua senza affogare. L’effetto si verifica unicamente la prima notte e scompare già dalla seconda, come hanno osservato i ricercatori in uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology. «Sappiamo che gli animali marini e alcuni uccelli dormono con un emisfero cerebrale mentre l’altro rimane sveglio - spiega Sasaki -. Anche se il cervello umano non mostra lo stesso loro grado di asimmetria, ha comunque un sistema in miniatura simile a quello di delfini e balene». Per capire cosa c’è dietro quello che è conosciuto come «l’effetto della prima notte», i ricercatori hanno analizzato il sonno di 35 volontari durante la prima e la seconda notte trascorsa in laboratorio, servendosi di elettroencefalogrammi, magneto encefalogrammi e risonanza magnetica.

In questo modo hanno visto che:

  • nella prima notte di sonno i due emisferi del cervello mostravano diversi livelli di attività:

  • quello del lato sinistro dormiva in modo più leggero dell’altro, in particolare nella prima fase di sonno profondo.

  • Lo stesso emisfero si è mostrato anche più sensibile a suoni e rumori, e rapido a svegliarsi ed entrare in attività.

Ma tutto questo non si è più osservato nella seconda notte di sonno. L’effetto dura dunque la prima notte di adattamento. «In Giappone si dice che se si cambia cuscino, non si riesce a dormire - commenta Sasaki - Sappiamo tutti che non si dorme quando si va in un posto nuovo. Ma magari portandosi dietro il proprio cuscino si può ridurre questo effetto. È anche vero che il cervello umano è molto flessibile e non è detto che dormano male tutti quelli che lo fanno in un posto nuovo». I ricercatori stanno ora cercando di mettere temporaneamente ko l’emisfero che rimane sveglio attraverso la stimolazione magnetica transcraniale, per vedere se il sonno migliora. Tuttavia l’effetto dell’emisfero sveglio è stato misurato solo nella fase di sonno profondo a onde lente. Non si sa quindi se l’emisfero sinistro rimanga vigile per tutta la notte o si dia il cambio con il destro nelle ore successive. È possibile infatti che i due emisferi si alternino nella sorveglianza. (salute, La stampa)

 
 
 

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